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Una tecnica di imaging a risonanza magnetica (MRI) può individuare segni del declino cognitivo ancora prima che appaiano i sintomi. Ad affermarlo è uno studio* su Radiology dell’Università di Ginevra in Svizzera: di questo studio, oggi dà notizia la Radiological Society of North America. La ricerca ha studiato l’Arterial Spin Labelling (ASL), una promettente tecnica di imaging a risonanza magnetica, che misura la perfusione cerebrale o la penetrazione del sangue nei tessuti, senza necessità di iniettare un mezzo di contrasto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stima che circa 44 milioni di persone al mondo soffrano di demenza, un numero probabilmente destinato a raddoppiare entro il 2030 e a triplicare entro il 2050. Alcuni segni di questa patologia, come il ridotto flusso sanguigno, possono essere presenti ma silenti, cioè non evidenti, anche per anni: il tutto a causa di un fenomeno, chiamato riserva cognitiva, per il quale altre parti del cervello compensano il deficit che si viene a creare in una certa area, fornendo una sorta di riparazione.
Mediante questa tecnica ASL, tali segni potrebbero essere rilevati prima della comparsa effettiva dei sintomi. “La ASL MRI è semplice da effettuare, non richiede un’attrezzatura particolare e aggiunge soltanto pochi minuti all’esame”, ha affermato Sven Haller, M.D., dell’Università di Ginevra, autore dello studio.

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