Infarto-Igea-S.-Antimo

L’infarto si verifica quando una delle arterie coronariche, che irrorano di sangue il muscolo cardiaco, si occlude. In una delle arterie coronariche si forma un “tappo” (placca aterosclerotica) che ostruisce il flusso di sangue: se l’occlusione dura abbastanza a lungo la porzione di cuore a valle dell’arteria rimane senza ossigeno e va incontro a necrosi, cioè le sue cellule muoiono.

Come bisogna agire

Prima di tutto, bisogna valutare se il dolore al torace dura più di dieci minuti. Se il dolore persiste e ha le caratteristiche tipiche di quello cardiaco (vedi di seguito) chiamare il 118. In ospedale la diagnosi viene fatta con l’elettrocardiogramma e con la misurazione di alcuni enzimi rilasciati dalle cellule cardiache nel sangue.

Le caratteristiche del dolore cardiaco

Di solito (ma non sempre) inizia dietro allo sterno, sulla parte sinistra del torace o alla bocca dello stomaco. Tende a irradiarsi a braccia (soprattutto il sinistro), spalle, schiena, collo e mandibola. Spesso viene descritto come un pugno, una morsa che stringe, come un peso, una pietra che opprime. Il dolore cardiaco peggiora con lo sforzo; non peggiora invece premendo sul torace né con la respirazione. Si può accompagnare a nausea, sudorazione, difficoltà a respirare. In caso di angina (ostruzione temporanea delle coronarie) il dolore passa dopo qualche minuto; se c’è un infarto in atto non smette, anzi peggiora.

Se non è «colpa» del cuore

Se il dolore al torace non dipende dal cuore, ecco altre possibili cause:
1) embolia polmonare: un coagulo blocca un vaso polmonare; il dolore può ricordare quello di un infarto. In genere c’è un’improvvisa difficoltà a respirare.
2) malattie dell’apparato respiratorio: nella pleurite il dolore aumenta con l’inspirazione profonda o con la tosse; nello pneumotorace (aria nella cavità pleurica), le fitte sono simili a una pugnalata e peggiorano con la respirazione.
3) ansia: a volte provoca dolore toracico, difficoltà di respiro, palpitazioni e vertigini: il dolore si può manifestare in molti modi. Molto spesso è localizzato nel punto dove si pensa vi sia il cuore.
4) reflusso gastroesofageo: provoca bruciore e dolore proprio dietro lo sterno soprattutto dopo aver mangiato o quando si è sdraiati; si accompagna spesso a rigurgito acido.

Controlli ed esami per la prevenzione dell’infarto

Visita cardiologica
Esame delle urine
Esame del sangue per il cuore
Elettrocardiogramma
Test da sforzo

In caso i risultati degli esami sopra indicati dessero un esito preoccupante, sarà necessario proseguire con una serie di esami più specifici.

L’Ecocolordoppler Cardiaco
Al pari della funzionalità muscolare, anche il nostro flusso sanguigno può essere analizzato nel dettaglio e in maniera non invasiva, grazie alla tecnica ad ultrasuoni propria dell’ecocolordoppler. Quest’esame dura pochi minuti e fornisce uno spettro completo della distribuzione e della velocità del flusso del sangue nelle cavità sia aortiche che venose.

Scintigrafia Miocardica
Un esame di Medicina Nucleare che utilizza due sostanze radioattive. Nel caso di ischemia miocardica e d’infarto del miocardio le zona di passaggio delle sostanze non assorbono il composto e sono evidenziate con un colore diverso rispetto al resto.

Coronografia
La Coronografia è un esame radiologico che consente di visualizzare immagini delle coronarie, i vasi arteriosi che avvolgono a corona il cuore e che portano il sangue al muscolo cardiaco.
Si tratta di una procedura diagnostica che viene condotta attraverso l’introduzione di un mezzo di contrasto nel circolo sanguigno. Iniettando il liquido a livello dell’arteria femorale (inguine) e nell’arteria omerale (avambraccio) si visualizzano le cosiddette “placche” arteriosclerotiche che determinano ostruzioni.

Questi sono i principali esami da effettuare per individuare gli eventuali problemi cardiaci. Affidatevi sempre al vostro medico e a specialisti competenti che possano consigliarvi al meglio.

Fonte: corriere.it/salute

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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