Assumere flavonoidi proteggerebbe il cuore

I flavonoidi sono composti antiossidanti presenti in molti alimenti a base vegetale, e riescono a ridurre i livelli di lipoproteine ​​a bassa densità, il colesterolo “cattivo” e l’infiammazione.

Una nuova ricerca ha scoperto che il consumo giornaliero di piccole quantità di flavonoidi – che possiamo trovare in bacche, tè, vino e molti altri frutti e piante – ridurrebbe il rischio di malattie cardiache.

E questa associazione non è nuova. Ricerche precedenti hanno anche trovato un legame tra flavonoidi e rischio di malattie cardiache, e quindi, più che una scoperta sarebbe una conferma. Ma il nuovo studio – uno dei più grandi fino ad oggi compiuti – aggiunge prove più concrete all’idea che i flavonoidi possano proteggere il cuore.

Lo studio sui flavonoidi

Nello studio, iniziato negli anni 90, sono stati analizzati i dati di quasi 53.000 persone (monitorati per più di 20 anni).

Coloro che riferivano di mangiare circa 500 milligrammi o più di flavonoidi al giorno, avevano un rischio più basso di sviluppare malattie cardiache ischemiche (dove i vasi sanguigni principali del cuore sono ristretti, riducendo il flusso sanguigno al cuore), ictus e malattie delle arterie periferiche (dove i vasi sanguigni nel corpo sono ristretti, riducendo il flusso sanguigno in tutto il corpo).

500 mg di flavonoidi sono, inoltre, molto facili da assumere in un giorno: li possiamo trovare in una tazza di tè, nelle mele, nelle banane, in una manciata di mirtilli, nei broccoli, nelle fragole, nei pomodori o anche nel cacao.

Il motivo per il quale potrebbero avere un ruolo protettivo contro le malattie cardiache è grazie alle loro proprietà anti-infiammatorie, e l’infiammazione è un fattore di rischio per il cuore.

Nello studio non sono mancati fumatori ed alcolisti, che hanno avuto bisogno di assumere una maggiore quantità di flavonoidi. Ed è stato proprio in questi 2 gruppi che l’associazione tra l’assunzione di flavonoidi e il minor rischio di malattie cardiache ha raggiunto i massimi risultati.

Una normale dieta rimane la scelta migliore

Nell’analisi i ricercatori si sono assicurati di prendere in considerazione l’intera dieta delle persone, perché coloro che tendono a mangiare molta frutta e verdura (e di conseguenza molti flavonoidi), tendono ad avere diete migliori in generale, mangiando più fibre e pesce e meno alimenti trasformati, che sono associati a malattie cardiache.

Tuttavia, quando i soggetti a rischio si sono adattati a queste diete, è stato scoperto che il legame tra i flavonoidi e riduzione del rischio di malattie cardiache, era ancora presente, ma in modo un po’ più debole.

In altre parole, per la protezione del cuore i flavonoidi fanno bene, ma potrebbero non svolgere un ruolo così importante come invece farebbe una dieta sana in generale.

AVVISO ALL’UTENTE
Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico.

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