La colica renale, quell’attacco di dolore indimenticabile

Dove è localizzato il dolore della colica renale

Una colica renale è quell’improvviso attacco di dolore al fianco che si irradia lateralmente all’addome e all’inguine e che di sicuro non potrai mai più dimenticare. Un dolore sordo e costante che si alterna a crampi acuti raggiungendo picchi mai provati prima. Mentre quella pietruzza viaggia lentamente dal rene attraverso il sistema genito-urinario e si avvicina alla vescica, arrivano la nausea e il vomito, corri in bagno ma non riesci a urinare.

Cosa provoca il dolore nella colica renale

Il dolore costante è spesso dovuto allo stiramento della capsula renale a causa dell’ostruzione, mentre il dolore colico può essere causato dalla peristalsi del muscolo liscio del tratto genito-urinario contro l’ostruzione.

Cos’è la peristalsi

La definizione è; “Per peristalsi si intende la contrazione ordinata e coordinata della muscolatura liscia capace di determinare un movimento ondoso che consente alle sostanze contenute negli organi di procedere in un determinato senso”. E anche qui la similitudine è chiara.

Dottore, ho un dolore terribile, cos’è?

Alla visita, i pazienti con colica renale possono presentare dolore molto grave. Classicamente, questi pazienti non sono in grado di trovare una posizione comoda e spesso si contorcono o camminano attorno al lettino da visita del medico. L’esame può rivelare dolore al fianco più comunemente del dolore addominale e la pelle può essere sudata.

Altri sintomi di calcoli urinari includono:

dolore quando si urina
sangue nelle urine , che può essere rosa, rosso o marrone
urina torbida o maleodorante
ghiaia – minuscoli cristalli nelle urine
urgente bisogno di urinare
urinare più o meno del solito
febbre e brividi (se è presente un’infezione)

Le cause della colica renale

La colica renale è quel dolore che si manifesta quando i calcoli urinari bloccano parte del tratto urinario. Il tratto urinario comprende reni, ureteri, vescica e uretra.

I calcoli possono essere ovunque nel tratto urinario. Si formano quando minerali come sali di calcio, fosfati e acido urico si accumulano nelle urine causando la formazione di cristalli. Le pietre possono essere piccole come un granello di sabbia o grandi come una pallina da golf. Quando queste pietre diventano abbastanza grandi, possono diventare davvero molto dolorose.

Quanto tempo può durare una colica renale

Un attacco di colica può durare alcune ore ma può anche prolungarsi per giorni, con attacchi acuti e brevi periodi di tregua. Il dolore generalmente cessa come d’incanto quando finalmente viene espulso il cristallo attraverso la minzione. Quel calcolo, che tanto dolore ha provocato, di solito è grande quanto un chicco di riso, e può facilmente sfuggire a meno che l’urina raccolta allo scopo non venga attentamente osservata o filtrata. In alcuni casi il calcolo può essere molto più grande e se ne può avvertirne distintamente il passaggio attraverso l’uretra.

Fattori di rischio

Il 12% degli uomini e il 6% delle donne avrà uno o più calcoli urinari nel corso della vita. Il 50% avrà un calcolo ricorrente entro 5-7 anni dal primo episodio se non vengono prese misure preventive. Oltre il 70% delle pietre si presenta nelle persone dai 20 ai 50 anni e sono più comuni negli uomini rispetto alle donne. I pazienti con obesità, ipertensione o diabete sono a maggior rischio di formazione di calcoli renali.

Il tasso di colica renale è in aumento a causa dei cambiamenti nella nostra dieta e abitudini di vita.

Alcuni fattori aumentano il rischio di calcoli urinari, tra cui:

una dieta ricca di sostanze che causano la formazione di calcoli, come ossalato o proteine
una storia familiare o personale di calcoli
disidratazione per non aver bevuto abbastanza o per aver perduto troppo liquido a causa di sudorazione, vomito o diarrea
obesità
chirurgia di bypass gastrico, che aumenta l’assorbimento del corpo di calcio e altre sostanze che formano calcoli
disturbi metabolici, malattie ereditarie, iperparatiroidismo e altre condizioni che possono aumentare la quantità di sostanze che possono formare calcoli
infezioni del tratto urinario

Prevenire i calcoli renali

Per evitare coliche renali in futuro, questi sono i consigli

Bere almeno 8-10 bicchieri di acqua al giorno. Ridurre le bibite gassate, specialmente quelle che contengono acido fosforico.
Ridurre il sale nella dieta.
Limitare le proteine ​​animali da alimenti come carne rossa, pesce e uova
Limitare gli alimenti ad alto contenuto di ossalato, come spinaci, noci e rabarbaro.
Il medico potrebbe anche prescrivere farmaci per prevenire la formazione di calcoli

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata attraverso una combinazione di anamnesi, esame fisico, esami di laboratorio e strumentali.

Le analisi di laboratorio

L’analisi delle urine in genere mostra un certo grado di ematuria microscopica o grave nell’85% dei pazienti con calcoli, ma dovrebbe anche essere valutata per i segni di infezione (ad esempio globuli bianchi, batteri).

Il pannello metabolico di base potrebbe valutare la funzionalità renale, la disidratazione e l’equilibrio elettrolitico. Il calcio sierico deve essere controllato. L’emocromo completo serve a valutare la conta dei globuli bianchi in caso di preoccupazione per l’infezione.

Ulteriori test metabolici, come ad esempio la raccolta di urina nelle 24 ore, sono consigliati in persone ad alto rischio che presentano calcoli per la prima volta, pazienti pediatrici o formatori di calcoli ricorrenti. Sono altamente raccomandati nei pazienti con insufficienza renale, trapianti renali, bypass gastrointestinale.

La TC addominale

La TC consente una rapida identificazione delle pietre e ne fornisce informazioni sulla posizione e sulle dimensioni. Le scansioni TC possono però sottostimare la dimensione della pietra rispetto a una radiografia addominale.

L’Ecografia

In alcuni pazienti con una storia di colica renale che presentano dolore simile ai precedenti episodi di colica renale, può essere sufficiente eseguire un’ecografia. Questa è anche la modalità di scelta per la valutazione di una paziente incinta. L’ecografia è anche un buon modo per monitorare un paziente noto per avere calcoli di acido urico.

La radiografia

Una radiografia addominale può identificare alcune pietre, ma dal 10% al 20% delle pietre renali è radiotrasparente e fornisce poche informazioni su eventuali ostruzione o problemi ai reni. Inoltre, il gas intestinale, il bacino osseo e gli organi addominali possono ostruire la visualizzazione di una pietra.

Trattamento e asportazione dei calcoli renali

Una colica renale richiede l’intervento di un medico per calmare il dolore e per evitare eventuali complicazioni come l’ostruzione delle vie urinarie.

Il primo intervento si effettua con analgesici e antiemetici per il vomito. FANS e oppiacei sono terapie di prima linea per l’analgesia. Farmaci antispastici in vena permettono di bloccare una colica molto acuta.

Invece, se il calcolo ha dimensioni maggiori di un centimetro, e non sarà possibile eliminarlo spontaneamente, è necessaria la chirurgia.

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Esistono diversi metodi chirurgici per eliminare i calcoli:

la litotripsia a onde d’urto, in cui le onde d’urto ad alta energia vengono utilizzate per frammentare le pietre,

l’ureteroscopia con frammentazione laser o elettroidraulica delle pietre,

in rari casi, la chirurgia a cielo aperto.

La buona notizia è che maggior parte dei calcoli urinari alla fine passerà da sola.

Il controllo dei calcoli renali al Centro Igea

Igea S. Antimo a Napoli dispone di tutte le tecnologie più avanzate per l’individuazione e il controllo dei calcoli renali, oltre alle necessarie analisi di laboratorio.

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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