Noduli alla tiroide, quando preoccuparsi e come diagnosticarli

Quando è il caso di preoccuparsi davvero dei noduli alla tiroide e quali sono gli esami per diagnosticarli?

Si sente parlare sempre più spesso di noduli alla tiroide e le persone tendono a pensare che questa piccola ghiandola sia responsabile di una grande quantità di patologie e disfunzioni, dall’obesità allo stress.

I più ansiosi invece associano sempre i noduli tiroidei al cancro e anche questa è una convinzione infondata.

È allora cosa sono i noduli tiroidei? Quali sono le cause e i sintomi associati?

Tiroide, facciamo chiarezza

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo. Negli uomini si trova sotto il pomo di Adamo, lungo la parte anteriore della trachea.
Quando la tiroide è di dimensioni normali, non è percepibile al tatto.

Il compito della tiroide è produrre ormoni tiroidei, che vengono secreti nel sangue e trasportati su tutti i tessuti del corpo. Questi ormoni aiutano il corpo a utilizzare l’energia, a riscaldarsi e a mantenere il cervello, il cuore, i muscoli e altri organi funzionanti come dovrebbero.

In particolare produce due ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina) che regolano il consumo e l’immagazzinamento di energia nell’organismo, cioè il metabolismo.

Tiroide e Ipofisi

Per lavorare bene la tiroide deve essere controllata da un’altra ghiandola, l’ipofisi, posta alla base del cervello. L’ipofisi è il termostato, che dice alla tiroide quando accendersi o spegnersi in base alla temperatura del corpo. Ecco perché le persone con disturbi alla tiroide possono sentire più caldo o più freddo.

Se la tiroide non produce questi ormoni, l’organismo tende a “spegnersi” e ci si sente sempre affaticati (ipotiroidismo), invece, se sono prodotti in eccesso (ipertiroidismo) si verifica un’energia eccessiva.

Un’altro grande problema che può determinarsi è l’ingrandimento della tiroide, meglio noto come gozzo, segno caratteristico di diverse malattie, dalla carenza di iodio alla tiroidite di Hashimoto fino allo sviluppo di cisti, noduli o cancro alla tiroide.

In quest’articolo ci soffermeremo soprattutto sui noduli alla tiroide cercando di rispondere ad alcune delle domande più comuni.

Cosa sono i noduli tiroidei

Quando si parla di noduli tiroidei ci si riferisce a una crescita anormale delle cellule tiroidee che formano un nodulo all’interno della tiroide stessa. 

Sebbene la stragrande maggioranza dei noduli tiroidei sia benigna, una piccola percentuale di noduli può evolvere in cancro. 

Al fine di diagnosticare e trattare il carcinoma tiroideo nella fase iniziale, la maggior parte dei noduli tiroidei necessita di un qualche tipo di valutazione clinica.

Quali sono i sintomi di un nodulo alla tiroide

La maggior parte dei noduli tiroidei non causa sintomi. Spesso, vengono scoperti per caso durante un esame di routine o facendo una TC o un’ecografia del collo eseguite per ragioni diverse.

Solo occasionalmente, i pazienti stessi possono individuare un nodulo al collo mentre si guardano allo specchio, si abbottonano il colletto o allacciano una collana.

Raramente, i pazienti con noduli tiroidei possono lamentare dolore al collo, alla mascella o all’orecchio.

Se un nodulo è abbastanza grande da comprimere la trachea o l’esofago, può causare difficoltà a respirare, deglutire o provocare un “solletico in gola”

Se invece il nodulo tocca il nervo che controlla le corde vocali, in rari casi può riscontrarsi una continua raucedine che è però generalmente correlata al cancro alla tiroide.

Le cause dei noduli alla tiroide

Non è ancora certo quali siano le cause della maggior parte dei noduli tiroidei che sono però estremamente comuni.

Circa la metà delle persone oltre i 60 anni ha un nodulo tiroideo individuabile attraverso i test e gli esami.

Fortunatamente, oltre il 90% di tali noduli è benigno.

La tiroidite di Hashimoto, che è la causa più comune di ipotiroidismo, è associata invece ad un aumentato rischio di noduli tiroidei. Anche la carenza di iodio è nota per causare noduli tiroidei.

La differenza tra una cisti e un nodulo tiroideo

Le cisti tiroidee rappresentano il 15-25% di tutti i noduli tiroidei e di solito vengono diagnosticate a seguito della biopsia con aspirazione di liquidi da un nodulo.

Infatti, a differenza dei noduli che sono solidi, le cisti tiroidee sono ripiene di materiale liquido o solido-liquido.
In genere, si formano dalla degenerazione di un adenoma tiroideo, un tumore benigno che si sviluppa a partire da una cellula del tessuto tiroideo.

I noduli tiroidei cistici sono di natura benigna (90-95%), ma è importante escludere sempre la possibilità che possano derivare da trasformazioni neoplastiche maligne.

La diagnosi dei noduli alla tiroide

Le analisi di laboratorio

Una volta scoperto il nodulo, il medico cercherà di determinare se il resto della tiroide è sana o se l’intera ghiandola tiroidea è stata colpita da una condizione più generale come ipertiroidismo o ipotiroidismo.

I test di laboratorio iniziali possono includere la misurazione dell’ormone tiroideo (tiroxina o T4) e dell’ormone stimolante la tiroide (TSH) nel sangue per determinare se la tiroide funziona normalmente.

Infatti, i noduli tiroidei possono produrre quantità in eccesso di ormone tiroideo causando ipertiroidismo e questo potrebbe essere evidenziato dai Test di funzionalità tiroidea (TSH).

Tuttavia, molti noduli tiroidei, compresi quelli cancerosi, sono ipofunzionanti (nodulo “freddo”, che non secerne ormoni), il che significa che test come il TSH possono risultare normali.

Quindi, i dosaggi ormonali possono evidenziare la funzionalità della tiroide ma non diagnosticare o analizzare i noduli tiroidei.

Poiché di solito non è possibile determinare se un nodulo tiroideo è canceroso solo mediante esame fisico e gli esami del sangue, la valutazione dei noduli tiroidei include sempre esami strumentali come l’ecografia tiroidea e la biopsia con agoaspirato tiroideo.

L’Ecografia alla tiroide

L’ecografia tiroidea è un’esame semplice e non invasivo che consente di riscontrare eventuali anomalie come noduli, cisti e tumori.

Generalmente viene richiesta dall’endocrinologo nel caso in cui, durante la visita, venga riscontrata una crescita della tiroide.

L’ecografia tiroidea può essere utile anche a monitorare il comportamento della ghiandola in caso di ipoattività o iperattività.

L’esame non necessita di alcuna preparazione ed è assolutamente privo di rischi, quindi può essere eseguito anche dalle donne in gravidanza.

Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare su un lettino e lo specialista, dopo aver posto del gel, esaminerà il collo tramite una sonda ecografica che proietta le immagini in un monitor.

La durata dell’ecografia tiroidea è di circa 10 minuti e l’esito dell’esame è immediato.

Agoaspirato tiroideo ecoguidato

L’agoaspirato tiroideo viene eseguito nel caso in cui l’ecografia abbia evidenziato formazioni sospette, noduli palpabili o di grandi dimensioni e in caso di familiarità con il cancro alla tiroide.

In questi casi lo specialista consiglierà di fare una biopsia di approfondimento tramite agoaspirato tiroideo.

L’agoaspirato tiroideo è un procedura ambulatoriale rapida e mini-invasiva eseguita sotto guida ecografica. L’esame consiste nel prelievo un campione di cellule attraverso un ago molto sottile e di sottoporle ad analisi citologica per capire se la natura del nodulo e benigna o maligna.

Prevenzione del cancro della tiroide

Il cancro della tiroide è abbastanza diffuso ma spesso non diagnosticato perché non dà sintomi evidenti, cresce molto lentamente ed è poco invasivo. Per questo ogni due anni sarebbe comunque consigliabile un controllo ecografico della tiroide.

Il controllo della tiroide al Centro Igea

Per effettuare il controllo della funzionalità tiroidea, Igea esegue l’ecografia della tiroide e propone un pacchetto speciale per il controllo FT3, FT4, TSH a € 25,00.

Per info e prenotazioni chiama il numero 800 60 83 83

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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