Perché è importante ridurre il sale nella dieta?

Perché è importante ridurre il sale nella dieta?

Il sale, cui si fa riferimento spesso parlando di sodio o cloruro di sodio, è un ingrediente che si trova praticamente in tutto ciò che si mangia.

Per alcuni alimenti si tratta di un componente naturale, per altri invece viene aggiunto come insaporitore.

Come si vedrà in seguito, introdurne una piccola quantità è positivo e necessario per un buono stato di salute, ma è opportuno stare attenti a non eccedere poiché i suoi effetti possono risultare dannosi, specialmente per il sistema cardiovascolare.

Funzioni del sodio nell’organismo

Il sodio rappresenta un elemento fondamentale per il nostro corpo, tant’è che esistono dei valori precisi entro i quali si deve mantenere affinchè le funzioni cellulari si svolgano correttamente.

Principalmente, esso si localizza nel sangue e nell’ambiente che circonda le cellule, intervenendo così sia equilibrando la distribuzione dei fluidi sia aiutando la funzionalità di muscoli e nervi.

Diventa perciò fondamentale avere dei livelli pressochè costanti di sodio, e proprio a tale scopo esistono dei meccanismi di regolazione, sia con l’escrezione urinaria, mediante l’intervento dei reni, sia con la sudorazione.

Perché è importante ridurre il sale nella dieta?

Ad oggi, nonostante le raccomandazioni, la popolazione consuma molto più sale di quello di cui realmente necessita.

Ciò non è privo di conseguenze, e anzi il principale effetto nocivo è rappresentato da un aumento della pressione arteriosa.

Il meccanismo è piuttosto complesso, tuttavia basti sapere che sono molti gli studi che hanno dimostrato come chi consuma più sale sia molto più a rischio di sviluppare ipertensione, oppure di peggiorarla se già ne è affetto, rispetto a chi lo introduce in quantità più esigue.

Esistono inoltre degli individui che sono più suscettibili a questo effetto, per esempio coloro che hanno delle patologie renali che ne limitano l’eliminazione attraverso le urine oppure i diabetici.

Ma perché la pressione alta è così rischiosa?

Sostanzialmente perché a lungo termine può comportare danni a più livelli, in modo particolare sul cuore, sui vasi sanguigni stessi, danneggiandone la parete e predisponendo così a trombosi e ictus, sugli occhi e sui reni, potendo portare anche ad insufficienza renale con necessità di dialisi.

I livelli raccomandati di sale

Da quando è stata scoperta tale correlazione tra ipertensione e consumo eccessivo di sale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e diverse associazioni di Cardiologi hanno cercato di stabilire quali fossero le soglie di sodio entro le quali mantenersi per evitare effetti negativi sulla salute.

Attualmente quindi è concordato che dovrebbero essere introdotti giornalmente meno di 1,5-2 grammi di sodio, che corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, un cucchiaino da caffè in pratica.

Naturalmente, soprattutto se si è in buona salute, non si richiede di misurare ogni giorno con la bilancia il quantitativo di sale introdotto con gli alimenti, sebbene esistano degli accorgimenti che possono aiutare a restare entro livelli accettabili:

  • consumare molti alimenti di origine vegetale, come frutta, verdura e legumi, contenenti naturalmente poco sodio;
  • cucinare in casa i pasti, così da poter avere più controllo sul sale introdotto, contrariamente a quasi tutto ciò che si acquista già pronto che, anche se apparentemente salutare, ne contiene in genere di più per rendere più saporita e appetibile la pietanza;
  • ridurre il più possibile gli alimenti preconfezionati;
  • limitare il consumo di formaggi e affettati;
  • utilizzare delle alternative al sale, come erbe aromatiche o spezie.

Inutile specificare che coloro che sono già affetti da ipertensione dovrebbero prestare un’attenzione in più, nonostante sia comunque da evitare anche il comportamento opposto di completa esclusione.

Come si è detto inizialmente infatti, il sodio ha un ruolo molto importante per la funzionalità dei nostri sistemi nervoso e muscolare, perciò una certa quantità è opportuno assumerla.

Detto questo, è estremamente rara l’evenienza di una carenza di sodio da scarsa introduzione.

Come capire se si sta introducendo una corretta quantità di sale?

Visto che quasi nessuno pesa il sale introdotto, e dato anche il fatto che spesso esso è presente come elemento “nascosto” nei cibi, viene da chiedersi come fare a capire se le quantità introdotte sono adeguate.

Essenzialmente, se si è in buona salute, e se si seguono gli accorgimenti di cui si è accennato nel paragrafo precedente, si può stare piuttosto tranquilli.

Ad ogni modo, se si vuole essere ancora più sereni circa il mantenimento dei corretti livelli di pressione arteriosa, si possono mettere in atto ultriori comportamenti benefici, come:

  • praticare esercizio fisico
  • ridurre l’introito calorico
  • limitare al massimo l’assunzione di alcol.

La prevenzione cardiologica al Centro Igea

Al Centro Igea Sant’Antimo è possibile eseguire gli esami di Cardiologia per la prevenzione e la diagnosi di ipertensione arteriosa.

Il Gruppo Igea nelle sedi di Sant’Antimo e Grumo Nevano dispone delle tecnologie più avanzate per la diagnostica ed esegue tutte analisi di laboratorio necessarie.

AVVISO ALL’UTENTE
I contenuti di questo articolo sono pubblicati esclusivamente a scopo informativo, pertanto non possono sostituire in alcun modo il rapporto diretto Medico-Paziente e la valutazione dello Specialista.

Bibliografia – Perché è importante ridurre il sale nella dieta

Rust P, Ekmekcioglu C. Impact of Salt Intake on the Pathogenesis and Treatment of Hypertension. Adv Exp Med Biol. 2017;956:61-84. doi: 10.1007/5584_2016_147. PMID: 27757935.

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