Sangue rosso nelle feci… sarà un tumore?

La presenza di sangue nelle feci è una delle paure più grandi per gli uomini e donne che si trovano di fronte a questo problema.

Perché sì, le emorroidi sono fastidiose e mettono a disagio, ma il sangue nelle feci riporta subito a un altro pensiero: e se fosse un tumore?

Analizziamo i sintomi e facciamo un po’ di chiarezza fra le patologie che possono portare a sanguinamenti dall’ano.

Ricordiamo, comunque, che è sempre indispensabile affidarsi al consulto con uno specialista, senza improvvisarsi in ipotetiche autodiagnosi potenzialmente molto pericolose.

Come riconoscere il sangue nelle feci

Il sangue nelle feci può essere visibile a occhio nudo (sulla carta igienica, nel water o frammisto alle feci) oppure può essere “occulto”, ossia non visibile e rilevato solo con apposito esame di laboratorio (ricerca di sangue occulto nelle feci).

Cosa indica il sangue nelle feci

Il sangue nelle feci è segno di emorragia in un punto dell’apparato digerente e il suo colore può darci un’indicazione sulla sede del sanguinamento.

Tipi di sangue nelle feci

Se le feci hanno un colore nero catrame si è in presenza di quella che viene chiamata “melena” e la causa del sanguinamento risiede in genere nella parte superiore dell’apparato digerente ossia: esofago, stomaco, duodeno, piccolo intestino o la porzione destra del colon come il cieco.

Il colore nero è determinato dalla presenza di pigmenti ematici derivanti dalle trasformazioni subite dall’emoglobina durante il suo passaggio nel tubo gastroenterico (sangue “digerito”). Le feci, oltre ad avere un colore nero piceo, emanano un odore particolarmente fetido, nauseante.

Se invece il sangue emesso, con o senza feci, è di colore rosso vivo o rosso brunastro si è in presenza di quella che viene definita “ematochezia” (dal greco, “aima” , sangue e “kezèin”, defecare) e la causa risiede generalmente nel tratto digestivo inferiore (colon e retto).

Da considerare però che in presenza di un grave sanguinamento digestivo superiore, il sangue emesso può raggiungere velocemente il retto mantenendo un colore rosso inalterato.

Il colore rosso vivo delle feci indica generalmente un sanguinamento basso, rettale, che potrebbe essere il sintomo di emorroidi, ragade, ma anche di polipi, di una forma tumorale o di una patologia infiammatoria o anche vascolare.

Cosa dire al medico in caso di sanguinamento anale

Il medico di fronte ad un paziente che riferisce sangue nelle feci farà un’immediata valutazione considerando età ed eventuali sintomi associati.

Di fronte ad un soggetto giovane che dopo uno sforzo defecatorio riferisce di aver notato delle chiazze di sangue rosso sulla carta igienica o nella tazza è facile sospettare un sanguinamento emorroidario.

Mentre se un paziente sopra i 50 anni (o anche più giovane!) riferisce di aver notato del sangue misto alle feci e se a questo si associa la presenza di muco e un’eventuale alterazione dell’evacuazione (stipsi e/o diarrea), ecco che la valutazione cambia perchè potrebbe trattarsi di patologie più complesse.

Il paziente, nel riferire al medico dovrà indicare bene le caratteristiche e le modalità del sanguinamento (entità del sangue emesso, sintomi associati, presenza o meno di muco, ecc.) in quanto in base alle caratteristiche del sangue emesso è possibile formulare una prima ipotesi diagnostica.

E’ bene però precisare che solo l’accertamento specialistico (visita proctologica, ano-rettoscopia, colonscopia, ecc.) può portare alla diagnosi definitiva.

Ipotesi diagnostiche del sangue nelle feci

  • Sangue sulla carta igienica (“paper bleeding”)
    Se le feci emesse sono normali e il sangue è visibile solo sulla carta igienica, nella fase di pulizia, si può supporre un sanguinamento emorroidario.
  • Sangue che “gocciola”
    Se le feci emesse sono normali ed il sangue è visibile alla fine defecazione e lo si vede “gocciolare” nella tazza molto probabilmente si tratterà di emorroidi.
  • Sangue e dolore
    Se il sanguinamento si accompagna a dolore anale, durante e dopo l’emissione delle feci, si può pensare ad una ragade anale complicata da sanguinamento.
  • Sangue sulle feci
    Se il sangue è rosso vivo ed avvolge le feci con striature, molto probabilmente la causa è emorroidaria, ma non si può allontanare il sospetto di cause ben più gravi (tumori dell’ultimo tratto dell’intestino).
  • Sangue dentro (commisto) le feci
    Se il colore del sangue è rosso scuro ed è frammisto alle feci allora l’emorragia è a livello di intestino crasso (colon). Le patologie che possono provocare questo tipo di problemi sono polipi, forme tumorali, diverticoli, patologie infiammatorie e vascolari.
  • Sangue coagulato
    Indica un sanguinamento lento, ma importante di una patologia a monte del retto (diverticoli, angiodisplasie, lesioni di Dieulafoy). Il paziente deve consultare quanto prima un medico.
  • Sangue rosso vivo, abbondante e senza feci
    Si tratta di una causa grave di sanguinamento che porta in breve tempo ad instabilità emodinamica (calo della pressione, ecc.). Inizialmente il sangue si accompagna alle feci, ma dopo alcune evacuazioni si assiste alla fuoriuscita di solo sangue (usualmente è un’emorragia diverticolare o vascolare). Il paziente necessita di ricovero.
  • Sangue, muco (e feci diarroiche)
    L’emissioni di muco con sangue, eventualmente in associazione a scariche diarroiche, è tipico della malattia infiammatoria cronica ( RCU).

Conclusioni

In presenza di sangue nelle feci bisogna sempre ricorrere al medico che prescriverà, dopo un’opportuna valutazione clinica (che deve comprendere l’ispezione anale e l’esplorazione digitale del retto) gli opportuni mezzi di diagnosi (rettoscopia, colonscopia).

La colonscopia è un esame molto temuto dai pazienti, per la paura del dolore e dei fastidi che provoca, ma è uno strumento fondamentale per l’individuazione delle cause di disturbi dell’intestino.

Il Centro Igea esegue la colonscopia anche in sedazione cosciente che consente di rendere l’esame più confortevole ed aumentare la collaborazione del paziente che, leggermente sedato, resta cooperativo agli stimoli  e ai comandi verbali.

L’errore comune dei pazienti è quello di sottovalutare la presenza del sanguinamento rettale perché si tende spesso a minimizzare e pensare che si tratti di banali emorroidi.

Nella maggior parte dei casi si tratterà di emorroidi (o di altra causa benigna) ma possiamo dirlo solo dopo un controllo.

Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico

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