Test Sierologici Covid-19 da Igea

I test sierologici per la ricerca degli anticorpi del Covid-19 sono disponibili nella sede Igea di Sant’Antimo.

Il nostro test anticorpale Anti-SARS-CoV-2 è stato validato e certificato dal Ministero Della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il costo del Test sierologico per la ricerca delle IgG e delle IgM è di 60 euro.

Per eseguire i test la prenotazione è obbligatoria.

È possibile prenotare chiamando il nostro Numero Verde 800 60 83 83

oppure inviare una e-mai lasciando i propri dati (nome, cognome, recapito telefonico) all’indirizzo info@igeasantimo.com

Il nostro staff eseguirà un triage telefonico prima del prelievo.

I cittadini che vorranno eseguire il test dovranno rispettare le norme di sicurezza previste dal DPCM.

Premessa sul test sierologico Covid-19

Distanziamento sociale, tracciamento dei contagi, terapia con farmaci antivirali, vaccini in corso di sperimentazione: sono queste le principali armi che abbiamo a disposizione per combattere il Coronavirus.

Nessuno di questi strumenti si è tuttavia dimostrato decisivo nella lotta contro il virus, e la comunità scientifica è ancora in cerca di risposte su quali siano le migliori misure preventive, diagnostiche e terapeutiche per contrastare l’infezione.

Tra le indagini diagnostiche che sono state recentemente introdotte uno strumento particolarmente interessante è quello dei test sierologici per SARS-CoV-2.

Di seguito vi spieghiamo in cosa consistono, a cosa servono e come si eseguono.

Cos’è un test sierologico Covid-19?

Il test sierologico Covid-19 è un esame semplice e non invasivo che prevede il prelievo e l’analisi di un campione di sangue del paziente.

Il campione viene analizzato per rilevare la presenza di anticorpi specifici contro SARS-CoV-2, segno che il soggetto è venuto a contatto con il virus.

Per identificare la presenza di questi anticorpi, le immunoglobuline IgG e IgM, è necessario trascorrano 7-11 giorni dall’esposizione al virus.

Quando è opportuno eseguire il test sierologico Covid-19?

I test sierologici sono indicati in pazienti potenzialmente esposti al contagio.

L’obiettivo principale del test sierologico Covid-19 è infatti quello di individuare i soggetti che, pur avendo contratto l’infezione, hanno manifestato sintomi trascurabili o sono addirittura risultati asintomatici.

Il test permette quindi di far emergere quella quota di soggetti che è venuta a contatto con il virus potenzialmente senza saperlo.

Il test sierologico, inoltre, eseguito in fase acuta in associazione al tampone, ne migliora l’accuratezza diagnostica.

Quali tipi di test sierologico ci sono?

Attualmente sono disponibili due tipologie di test sierologici:

• Test quantitativi, che si eseguono con metodiche Elisa o Chemioluminescenza e sono in grado di valutare la presenza di anticorpi e misurane la quantità;
• Test qualitativi, definiti anche test rapidi, che si eseguono con metodi
immunocromatografici e sono utili per dare indicazioni di positività o negatività ma non misurano la quantità degli anticorpi.

I test rapidi presentano elevata sensibilità diagnostica (sono affidabili in caso di esito negativo) ma bassa specificità (sono meno accurati in caso di esito positivo).

Il Gruppo Igea utilizza un test immunologico per la rilevazione qualitativa in vitro di anticorpi, che può aiutare a determinare se un paziente è stato esposto al virus Covid-19.

Questo test ha una specificità del 99,81% e una sensibilità del 100%,
permettendo di ridurre al minimo la presenza di falsi positivi e falsi negativi.

Il nostro test anticorpale Anti-SARS-CoV-2 è stato validato e certificato dal Ministero Della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Come si effettua il test sierologico Covid-19?

Il test sierologico per il riconoscimento degli anticorpi contro il Coronavirus si effettua come un semplice prelievo ematico che non richiede particolari preparazioni.

In caso di esito negativo del test sierologico può essere opportuno ripeterlo dopo 7 giorni per scongiurare il rischio di essere intervenuti nel cosiddetto “periodo d’incubazione”, durante il quale il virus è presente nell’organismo ma non si è ancora montata una risposta anticorpale.

In presenza di sintomi quali febbre, tosse e affanno respiratorio il test sierologico non è indicato, ed è invece consigliato rivolgersi subito alle Autorità Sanitarie per una valutazione e un’assistenza immediate.

In che cosa differisce dal tampone naso-faringeo?

Il tampone naso-faringeo è un esame diagnostico che prevede l’analisi delle secrezioni raccolte dal naso e dalla bocca del paziente per valutare la presenza di RNA virale.

Esso fornisce un’istantanea sulla situazione e indica che, chi è positivo, può emettere materiale virale con le secrezioni e quindi essere potenzialmente
contagioso.

Il test sierologico Covid-19 è invece un esame del sangue che valuta la presenza di anticorpi specifici contro il virus (IgG, IgM), che compaiono solamente dopo che il fenomeno di immunizzazione è iniziato, quindi qualche giorno dopo il contagio.

Quali informazioni fornisce il test sierologico Covid-19?

I test sierologici si basano sulla ricerca di anticorpi presenti nel sangue del paziente. Come nella maggior parte delle infezioni virali, anche in corso di infezione da Coronavirus il sistema immunitario produce anticorpi diretti contro l’involucro virale.

Il test sierologico valuta se sono presenti tali proteine nel sangue, permettendo di capire se il paziente è già venuto a contatto con il virus.

Le immunoglobuline principali valutate dal test sierologico sono:

Le IgM, prodotte nella fase iniziale del l’infezione, si ritrovano nel sangue a partire dal quarto o quinto giorno dopo la comparsa dei sintomi e tendono a scomparire nel giro di qualche settimana.

Le IgG, prodotte solamente in un momento successivo, si ritrovano nel sangue dopo un paio di settimane dalla comparsa dei sintomi (ma possono in alcuni casi comparire anche prima) e permangono per diverso tempo.

Quali sono i possibili esiti del test sierologico?

Il test sierologico può avere diversi esiti:

• IgM negative e IgG negative: nel campione di sangue analizzato non sono presenti anticorpi IgM o IgG.

Probabilmente quindi il soggetto non è mai venuto a contatto con il virus e non mai ha contratto l’infezione.

In presenza di questo risultato sussiste tuttavia una seconda possibilità: il soggetto potrebbe essere stato infettato da poco ed essere ancora nel periodo di incubazione dell’infezione (7-11 giorni), durante il quale l’organismo sta iniziando a produrre anticorpi che potrebbero non essere quindi già presenti nel sangue.

In tal caso sarebbe asintomatico e con sierologia negativa ma potrebbe essere comunque contagioso. È quindi fondamentale che continui a
seguire le misure di contenimento e distanziamento sociale previste dalla legge.

• IgM positive e IgG negative: nel campione di sangue analizzato è stata evidenziata la presenza di IgM, le prime immunoglobuline a comparire in corso di infezione.

Il soggetto quindi potrebbe essere nella fase precoce dell’infezione e risultare quindi contagioso.

In tal caso è tenuto a comunicare l’esito del test alle Autorità Sanitarie locali o al Medico di Base, che potrebbero indirizzarlo all’esecuzione di un tampone naso-faringeo per la diagnosi di conferma.

• IgM positive e IgG positive: nel campione di sangue analizzato sono state rilevate entrambe le immunoglobuline.

Il soggetto quindi è probabilmente venuto a contatto con il virus e si trova nella fase intermedia dell’infezione, risultando quindi contagioso. È necessario anche in questo caso comunicare l’esito alle Autorità Sanitarie.

• IgM negative e IgG positive: nel campione di sangue analizzato sono state rilevate solamente le immunoglobuline IgG, segno che probabilmente il soggetto è venuto a contatto con il virus diverso tempo fa.

Il soggetto potrebbe essere nella fase avanzata dell’infezione, essere quindi vicino alla guarigione ma ancora contagioso, oppure potrebbe essere completamente guarito e presentare una forma di immunizzazione nei confronti del virus, anche se non è ancora nota quale sia l’efficacia e la durata di tale immunizzazione.

Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico

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